Gli Uomini di Mondo protagonisti su Rai3 nella trasmissione "Spazio Libero"

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Gli Uomini di Mondo protagonisti su Rai3 nella trasmissione "Spazio Libero"

Ascolta l'intervista a Spaziolibero

La goliardia e la storia degli Uomini di Mondo conquistano la vetrina nazionale di Rai3 all'interno della rubrica "Spazio Libero" di Rai Parlamento. Il presidente Danilo Paparelli, intervistato da Simonetta Ceravica, ha ripercorso la nascita dell'Albo d'Onore: una lezione d'ironia, amicizia e pacifismo ispirata alla mitica battuta di Totò che continua a unire l'Italia a Cuneo.

La magia della battuta di Totò approda sul servizio pubblico

L'Associazione Uomini di Mondo ha conquistato i microfoni nazionali di Rai3 all'interno dello storico programma Spazio Libero di Rai Parlamento. Ospite della giornalista Simonetta Ceravica, il presidente Danilo Paparelli ha raccontato la straordinaria evoluzione del sodalizio nato nel 1998, capace di trasformare una geniale battuta cinematografica di Totò in un patrimonio di affetto e promozione per il territorio cuneese.

Un messaggio di fratellanza, pacifismo e leggerezza d'autore

Durante l'intervista, Paparelli ha sottolineato la forza aggregativa dell'Adunata della terza domenica di ottobre, definita un vero e proprio "caramba che sorpresa" tra ex commilitoni. L'associazione, rigorosamente pacifista, celebra il valore della fratellanza superando ogni divisione geografica. Ripercorrendo i tesserati illustri della storia e l'eredità di Totò, gli Uomini di Mondo hanno mostrato a tutta Italia come l'ironia possa diventare il miglior collante per vivere in armonia.

Ascoltate l’estratto o per chi ha piacere, di seguito trovate l’intervista integrale per chi preferise leggerla



Simonetta Ceravica: Ben ritrovati a Spazio Libero, chi vi parla è Simonetta Ceravica. Oggi apriamo la puntata con una frase entrata nella memoria collettiva italiana. "Io sono un uomo di mondo, ho fatto tre anni di militare a Cuneo." A pronunciarla è Totò, nel celebre episodio del vagoneletto di Totò a colori, una battuta paradossale in cui l'idea dell'uomo di mondo viene raccontata non attraverso grandi viaggi o avventure internazionali, ma attraverso l'esperienza del servizio militare a Cuneo. Da quella frase, nel 98, nasce l'Associazione Uomini di Mondo, oggi nostro ospite, un'iniziativa culturale e goliardica che riunisce chi ha svolto il servizio militare o civile nella provincia di Cuneo, celebrando l'ironia di Totò, il senso di appartenenza e la memoria condivisa. Nel corso della puntata ripercorreremo la storia dell'Associazione, nata da una battuta diventata ormai patrimonio popolare. E' con noi il presidente dell'Associazione, Danilo Paparelli. Buonasera e benvenuto.
Danilo Paparelli: Buonasera.

Simonetta Ceravica: Paparelli, partiamo proprio da quella frase di Totò. Com'è possibile che una battuta diventi il fondamento di un'associazione?
Danilo Paparelli: Penso che sia un caso unico al mondo, perché nel 1998, eravamo cinque amici, abbiamo deciso di non disperdere questo patrimonio di una battuta fulminante, ironica, assurda, veramente straordinaria, che ha fatto conoscere Cuneo e la sua provincia al resto dell'Italia. Qui si parla appunto del 1952, quando sul vagoneletto Totò dice all'onorevole trombetta che lui era un uomo di mondo che aveva fatto il militare a Cuneo. Cosa voleva dire? Cuneo praticamente era sconosciuta ai più, non si poteva neanche addirittura indicare sulla cartina geografica, salvo poi col tempo diventare una capitale del gusto, una capitale turistica, come mai ce lo saremmo immaginati.

Simonetta Ceravica: Che cosa rappresenta oggi l'Associazione Uomini di Mondo? Cosa è diventata nel tempo?
Danilo Paparelli: È diventata una realtà importante. Siamo più di 16 mila tesserati. Basta solo, secondo il nostro statuto, che è una cosa molto alla buona, non è rigorosa, addirittura chi si iscrive si vuole mandare il foglio di congedo per testimoniare l'effettiva partecipazione al servizio militare. No, non è così, è tutto fatto su un modo per incontrarsi, tesserati e come si faceva appunto nella trasmissione RAI, alla fine diventa un caramba che sorpresa quando tante persone che hanno fatto servizio militare a Cuneo e che avevano perso i contatti si ritrovano durante la nostra adunata.

Simonetta Ceravica: Infatti voi organizzate un'adunata, un raduno annuale che si tiene a Cuneo e riunisce nell'albo d'onore tutti coloro che hanno prestato servizio militare o civile nella provincia piemontese. Lei partecipa da anni a queste adunate, come sono organizzate? Raccontiamole ai nostri radiascoltatori.
Danilo Paparelli: Dunque, io sono dal 1998 l'unico rimasto, poi ovviamente c'è un direttivo che organizza questa adunata. E' sempre la terza domenica di ottobre in concomitanza con la Fiera del Marrone, un'eccellenza gastronomica qui proprio di Cuneo. Ovviamente durante l'anno non lasciamo cadere il nome dell'associazione e facciamo piccoli eventi, però il clou è appunto questa terza domenica dove si svolge l'adunata. L'adunata è fatta con una processione che parte dalla piazzetta Totò. Noi siamo stati i primi in Italia a dedicare una piazzetta a Totò, che tra l'altro è adiacente al teatro Toselli di Cuneo, quindi è una concomitanza veramente suggestiva e particolare. Facciamo questa adunata seguendo, qui l'ironia è questa, chi ci vede partire troverà quattro alpini, ovviamente in congedo, tra i più grandi, che portano in processione una grossa fagoma di Totò fatta col compensato.

Simonetta Ceravica: Paparelli, ci spieghi bene che tipo di atmosfera si respira in questi incontri? Sul piano umano che cosa resta dopo momenti come questi? Nascono amicizie, ricordi condivisi, un senso di appartenenza come diceva lei?
Danilo Paparelli: Sì, è soprattutto fatto per questo motivo, c'è goliardia, c'è tanta serenità, la voglia di incontrarsi, di stare insieme, di fare gruppo, che poi non è un gruppo esclusivo, sono tutti invitati, tutte le persone, anche quelle che non hanno fatto il militare possono partecipare con noi e lo spirito è quello dell'amicizia. Soprattutto per stare bene, voglio solo precisare che l'associazione parla di militari, ma noi siamo assolutamente pacifisti e come dice la nostra Costituzione ripudiamo la guerra, per noi l'esercito è quello effettivo che abbiamo noi nella Caserma di Cuneo che va a fare missioni di pace nel mondo.

Simonetta Ceravica: Paparelli, tra ironia e appartenenza emerge poi un elemento chiave, la capacità di creare legami, come diceva lei. In un'Italia spesso divisa tra nord e sud, tra culture diverse, il vostro progetto può essere letto anche come un tentativo di ricucire queste distanze?
Danilo Paparelli: Eccome. E' proprio una fratellanza, un modo per stare insieme nella maniera più serena e felice. Noi appunto siamo anche un'associazione che durante queste adunate facciamo anche una parte storica interessante, nel senso che noi abbiamo come uomini di mondo, guardando al passato, persone come Napoleone, Garibaldi, Annibale che da militari sono passati nel nostro territorio e quindi a tutti gli effetti sono diventati tesseratti uomini di mondo.

Simonetta Ceravica: Paparelli, Totò è al centro di tutto questo. Cosa può insegnare oggi, soprattutto alle nuove generazioni?
Danilo Paparelli: Partendo appunto, Totò era un personaggio trasversale. Ancora adesso quando si rivedono i suoi film, che si vedono e rivedono e si sanno già le battute che stanno arrivando sullo schermo, provocano sempre un senso di leggerezza, di sensibilità. Di comicità, di armonia. E quindi Totò, che noi siamo immodestamente i suoi nipotini, ci riteniamo tali, cerchiamo sulla sua traccia di seguire questo suo grande insegnamento che ha lasciato veramente un segno.

Simonetta Ceravica: Se dovesse spiegare in una frase cosa significa essere uomini di mondo, che cosa direbbe?
Danilo Paparelli: Direi che essere uomini di mondo vuol dire appartenere a questo pianeta, mai come adesso così tanto bistrattato. Essere superiori alle troppe divisioni. Noi dobbiamo creare amicizia, affetto, complicità per vivere in armonia e possibilmente in felicità, proprio come si percepisce nel picco, nelle nostre adunate dove sorridono. Soprattutto l'ironia, nel nostro grande maestro Totò, la fanno da padrone.

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